10. Pianeta blu
hope | capitoli27 dic 2010
Definito quel dettaglio, il capitano continuò lo studio del piano.
- Aria, ci sono punti a maggior concentrazione di umani? -
La donna li evidenziò sullo schermo tramite sovrimpressioni luminose sulla mappa tridimensionale.
- Qui, qui e qui – indicò lei sulla mappa – devono essere centri di raccolta, o di lavoro. O qualcosa simile agli alloggi. -
- Sono stato sulla base, mentre era in costruzione – intervenne Jean – mi pare di ricordare che questa – segnò uno dei tre luoghi, il più vicino al centro dello schema – sia una sala di aggregazione. Cioè una stanza dove i Venster stipano gli umani in attesa di smistamento. -
- Benissimo. Se Buzz ci porterà lì, passeremo inosservati. -
- E poi, come faremo a muoverci all’interno? – chiese Volk.
- Ho un’idea anche per questo – rispose il capitano. – Abbiamo della documentazione sui Venster, no? Video, audio… -
- Certo capitano – confermò Aria.
- Bene – proseguì lui – date tutto quello che potete a Lexya, appena si sveglia. Voglio che conosca i Venster alla perfezione, come sono, come si muovono, come parlano, perfino come pensano, per poterne replicarne un paio convincenti. Ci scorteranno nella base come prigionieri da trasportare. -
- Non c’è problema! – gridò la ragazzina saltando giù da dietro un pannello, dove era rimasta per tutta la durata della riunione a origliare.
- Ah, sei sveglia! – fece Buzz, che si era affezionato ormai a quella giovane che gli era stata vicina quando lui era prigioniero.
- Da un po’. Datemi il materiale, vi farò dei…come li avete chiamati? -
- Venster – disse Volk.
- …dei Venster così perfetti che avrete il timore di essere caduti in una trappola! – esclamò lei.
- E per la sua pelle, come facciamo? Si accorgeranno che non è umana – precisò Volk, sempre attento a vedere il lato negativo delle cose.
- Oh, anche questo non è un problema – rispose la ragazzina. Ammiccando, mutò il colore della sua pelle dal rosso a un rosa pallido, che si abbinava perfettamente con i capelli fulvi e le donava un aspetto decisamente umano, nonché notevolmente attraente, nonostante la giovane età . Poi tornò al suo consueto pigmento.
- Oh, capisco – ammise il russo soddisfatto, mettendosi subito in cerca di qualche altro aspetto sul quale sfogare il proprio pessimismo.
- Quando saremo dentro – continuò il capitano – toccherà a te, Ian. Voglio che trovi il modo di fare più danni possibili, come hai fatto l’ultima volta… -
- D’accordo. Risolverò tutti i problemi come sempre. Ma, sebbene mi costi ammetterlo, non sarebbe più facile lasciar fare a Buzz? -
Shepard trattenne a stento le risa per questa ammissione di inferiorità in qualcosa rispetto all’atariano. – Sì, ma non voglio rischiare che lui sia ostracizzato dalla sua comunità , per questo atto. No, voglio che lui vada il più presto possibile a convincere i suoi simili della necessità di proteggerci. Possiamo cavarcela da soli, in questo frangente. -
- Ma certo! – esclamò Volk che aveva di nuovo assunto il suo tono da essere superiore. – Su questo non ci sono dubbi. Era solo per farlo divertire un po’. -
Tutti risero, mentre il russo si compiaceva di se stesso. Essendo forse quella l’ultima possibilità che avevano di festeggiare insieme, sebbene ci fosse poco da celebrare per il momento, in segno di incoraggiamento Buzz fece apparire il solito tavolo con grog talosiano e Coca Cola a volontà , e tutti bevvero spensieratamente, dimenticando per qualche momento l’impossibile missione che li attendeva.
Tags: capitoli, capitolo 10, resistenza, terra, venster
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